Tutti i santi giorni - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.50/5

Tutti i santi giorni

RANKING
1376° su 2562 in Generale
137° su 241 in Sentimentale
20121 h 42 min
Trama

Guido e Antonia sono una coppia di trentenni che vivono insieme a Roma. Guido, toscano, lavora come portiere di notte in un lussuoso albergo del centro e coltiva la sua passione per le lingue antiche e la letteratura protocristiana. Antonia, siciliana, è impiegata in un’agenzia di autonoleggio, scrive canzoni che interpreta accompagnandosi con la chitarra e coltiva il desiderio di avere un bambino.

Metadata
Regista Paolo Virzì
Titolo originale Tutti i santi giorni
Data di uscita 11 Ottobre 2012
Nazione Italia
Durata 1 h 42 min
Trailer
Tutti i santi giorni

A due anni di distanza da “La prima cosa bella”, Paolo Virzì torna al cinema con una commedia sentimentale dai toni agrodolci e dal taglio decisamente minimalista, lontano dalla mordace critica alla società contemporanea propria di pellicole come “Caterina va in città” e “Tutta la vita davanti”. Se nei titoli appena citati Virzì ci offriva un pungente ritratto dell’Italia di oggi, utilizzando il veicolo della satira per parlare di un malessere diffuso e generalizzato, in “Tutti i santi giorni” l’autore livornese restringe l’obiettivo della macchina da presa alla routine quotidiana di una coppia come tante, divisa fra il lavoro, gli impegni familiari, i pranzi con gli amici e quei rari ma preziosi momenti di vita affettiva. La scelta della semplicità e dell’intimismo è sottolineata dall’assenza di nomi noti nel cast, che conta su Luca Marinelli (già visto ne “La solitudine dei numeri primi”) e sulla cantante Thony (vero nome Federica Victoria Caiazzo), all’esordio come attrice.

Il film, basato sul romanzo “La generazione” di Simone Lenzi, segue giorno dopo giorno (un ritmo temporale scandito fin dal titolo) la tranquilla esistenza dei suoi protagonisti, fra la monotonia di un impiego privo di stimoli, i lunghi tragitti da un lato all’altro di Roma e la condivisione di un sentimento coltivato con spontaneità e dedizione. Virzì non nasconde la propria empatia nei confronti di Guido ed Antonia, a costo di diminuire il senso di realismo optando per una caratterizzazione fin troppo marcata: lei, siciliana dall’indole dolce (compone ballate di soffusa malinconia) ma all’occorrenza sanguigna e volitiva, è una ex-rockettara sbandata che ha messo la testa a posto grazie alla convivenza con Guido; lui, toscano che ha rinunciato alle aspirazioni accademiche (ma non alla passione per le lettere e la cultura), ha un animo gentile, protettivo e altruista, ma è anche disperatamente impacciato, oltre che di un’ingenuità disarmante. Insieme sembrerebbero aver trovato la loro personalissima ricetta per la felicità, se non fosse per il comune desiderio di avere un figlio, che ancora non si realizza.

Nella pellicola, ovviamente, abbondano i consueti spunti comici alla Virzì: dalle prevedibili baruffe con i genitori simpaticamente invadenti di Antonia alle visite da uno spassoso ginecologo (Franco Giargia) caro agli ambienti vaticani; mentre il dramma dell’impossibilità di mettere al mondo un figlio è stemperato dai numerosi risvolti da commedia all’italiana, che includono le solite macchiette contraddistinte da una volgarità ed una cafonaggine portate all’esasperazione. Il risultato complessivo è un po’ troppo schematico (e a tratti buonista) per riuscire a convincere del tutto, oltre al fatto che a “Tutti i santi giorni” mancano quelle ambizioni da affresco generazionale e sociale che conferivano un valore aggiunto a film come “Ovosodo” e “Caterina va in città”; tuttavia, la commedia di Virzì sa farsi apprezzare per la delicatezza del tono narrativo e la profondità nell’analisi dei sentimenti.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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