Tutto può cambiare - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.85/5

Tutto può cambiare

RANKING
656° su 2562 in Generale
71° su 241 in Sentimentale
20141 h 44 min
Trama

Dan Mulligan è un produttore discografico di New York la cui esistenza è in una fase di deriva: è stato lasciato dalla moglie Mira, ha un rapporto difficile con la figlia Violet ed è appena stato licenziato dall’etichetta che lui stesso aveva fondato. Alticcio e senza un soldo, Dan decide di trascorrere la serata in un locale nell’East Village, dove quella sera si esibisce Gretta James, una giovane cantautrice di grande talento.

Metadata
Regista John Carney
Titolo originale Begin Again
Data di uscita 16 Ottobre 2014
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 44 min
Attori
Cast: Mark Ruffalo, Keira Knightley, Adam Levine, Hailee Steinfeld, Catherine Keener, James Corden, Mos Def, Aya Cash, Maddie Corman, Karen Pittman, Paul Romero, Andrew Sellon, Ed Renninger, Eric Burton, Marco Assante, Mary Catherine Garrison, Jen Jacob, Rob Morrow, Jennifer Li Jackson, Ian Brodsky, Shannon Maree Walsh, David Abeles, Ann McGowan, Ron Voz, Cee Lo Green, Kena Onyenjekwe, Harvey Morris, Terry Lewis, Colin Love, Jimmy Palumbo, Simon Delaney, Danielle Brisebois, Keen Ruffalo, Melissa Maria Gonzalez, Nicholas Daniel Gonzalez, David Pendleton, Madison Love, Joanna Mauer, Erik Detusch, Rich Mercurio, Emilie Cardinaux, Curtis Fowlkes, Emily Yarbourgh, Erin Benin, Alexis Sykes, Julia Bruskin
Trailer
Tutto può cambiare

Fin dai tempi d’oro del musical, il connubio fra il cinema e le canzoni ha costruito la propria fortuna su un assioma di inossidabile validità: la musica, anche e soprattutto sullo schermo, costituisce un superbo veicolo per trasmettere emozioni e stati d’animo, nonché per elaborare ed enunciare sentimenti che, senza il “sostegno” di un’opportuna melodia, non arriverebbero con la medesima forza allo spettatore. Su questo principio era basato “Once”, il piccolo film scritto e diretto dal regista irlandese John Carney, che nel 2006 divenne a sorpresa uno dei fenomeni cinematografici dell’anno: non un musical tout-court, tuttavia, bensì un efficace amalgama fra il suddetto genere e la commedia romantica incentrata sulla figura di un “songwriter”. La stessa formula sulla quale, dopo la parentesi di “Zonad” (2009), Carney ha basato anche il suo primo film hollywoodiano, “Tutto può cambiare”.

A rappresentare il cuore pulsante della storia, nonché ad offrire il punto di vista privilegiato, sono due personaggi accomunati dalla passione per la musica: Dan Mulligan, sbandato ma carismatico produttore discografico che ha il volto e la scanzonata simpatia di Mark Ruffalo; e Gretta James (una Keira Knightley dalle sorprendenti doti canore), giovane e timida cantautrice di origine britannica in cerca di un pubblico al quale far ascoltare le proprie composizioni e ancora prigioniera della sofferenza per la fine della sua relazione con la pop-star in ascesa Dave Kohl (il frontman dei Maroon 5 Adam Levine, al suo debutto cinematografico). Una coppia di “outsider”, Dan e Gretta, in una New York che al contempo intimorisce per la sua vastità di brulicante metropoli ed affascina per la magia sprigionata dalle sue strade, i suoi parchi e i suoi chiari di luna. E proprio la Grande Mela si rivelerà la “musa ispiratrice” del progetto messo insieme da Dan e Gretta: registrare un album che sia un innanzitutto un omaggio alla città, alle sue suggestioni, ai suoi luoghi (un vicoletto semi-nascosto, la terrazza di un edificio) e ai suoi suoni quotidiani. Attorno a questo spunto narrativo, in apparenza quasi esile, John Carney intreccia i percorsi esistenziali e i destini di due “stelle perdute”, come suggerisce anche il titolo della dolcissima ballata “Lost stars”, asse portante della splendida soundtrack composta da Gregg Alexander e affidata alle voci di Keira Knightley e di Adam Levine.

Ovviamente, il rischio primario di una pellicola di questo tipo risiedeva sia nella prospettiva di scivolare dai toni romantici a quelli melensi, sia che il realismo della narrazione cedesse il posto ad una subdola ruffianeria; “Tutto può cambiare”, invece, evita queste trappole in virtù di una delicatezza e di una capacità di empatia che risultano i suoi maggiori pregi. Carney, in sostanza, non calca troppo la mano, firmando un’opera che parla di sentimenti senza inciampare nel sentimentalismo. Certo, i meriti del film rimangono forse limitati alla sua “superficie”, laddove il racconto fatica a risultare del tutto verosimile o tantomeno profondo. Ciò nonostante, “Tutto può cambiare” è un atipico musical che, rielaborando con intelligenza l’inossidabile modello di “È nata una stella”, riesce comunque ad ingraziarsi il pubblico con il suo spirito teneramente naif, come una perfetta fiaba moderna nella quale può essere piacevole immergersi per un paio d’ore; fosse anche solo per riascoltare “As time goes by” di Dooley Wilson, “Luck be a lady” di Frank Sinatra o “For once in my life” di Stevie Wonder sullo sfondo delle notti newyorkesi.

Voto dell’autore:3.7 / 5

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