Uomini e cobra - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.65/5

Uomini e cobra

RANKING
1187° su 2562 in Generale
14° su 17 in Western
19702 h 06 min
Trama

Dopo una sanguinosa rapina, il bandito Paris Pitman Jr elimina i complici e nasconde il bottino in una fossa di serprenti a sonagli. Pitman viene catturato dallo sceriffo Woodward W. Lopeman, che lo spedisce in carcere, dove il bandito diviene ben presto il leader dei detenuti. Spargendo abilmente la voce del suo ricco malloppo, Pitman corrompe il direttore nella speranza di poter evadere e andare a recuperare il frutto della sua rapina.

Metadata
Titolo originale There Was a Crooked Man...
Data di uscita 19 Novembre 2019
Nazione Stati Uniti
Durata 2 h 06 min
Attori
Cast: Kirk Douglas, Henry Fonda, Hume Cronyn, Warren Oates, Burgess Meredith, John Randolph, Lee Grant, Arthur O'Connell, Martin Gabel, Michael Blodgett, C.K. Yang, Alan Hale Jr., Victor French, Claudia McNeil, Bert Freed
Trailer
Uomini e cobra

Penultima regia di Joseph L. Mankiewicz prima del ritiro dall’attività (l’ultima arriverà due anni più tardi con un film destinato a diventare un classico, “Gli insospettabili”), “Uomini e cobra” mette insieme Kirk Douglas e Henry Fonda in un western dall’identità ibrida: è un film d’azione, una commedia, una denuncia, una satira, una farsa, una riflessione sulla corruzione dell’uomo. Quando uscì nelle sale, nel 1970, non fu esattamente un successo, né dalla parte del pubblico né da quella della critica; nella filmografia praticamente sconfinata di Mankiewicz (per ricordare giusto alcuni momenti: i quattro Oscar personali raccolti in due anni come regista e sceneggiatore di “Lettera a tre mogli” ed “Eva contro Eva”; il musical “Bulli e pupe”; “Cleopatra”) è considerato un titolo minore, e non a torto. Scritto dalla coppia Robert Benton / David Newman, già autori di alcuni film importanti del periodo a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, come “Gangster story” e “Cattive compagnie”, il film di Mankiewicz inquadra all’interno di un contesto carcerario una serie di suggestioni che vanno al di là dei confini di genere per tratteggiare un ritratto della profonda  ambivalenza dell’uomo e della sua sostanziale crudeltà.

Incalzato da una colonna sonora decisamente fuori contesto di Charles Strouse – sembra quasi pescata da un cartone animato, o da una vecchia comica – che finisce per creare un effetto straniante piuttosto marcato con le immagini messe in scena, “Uomini e cobra” ha assimilato, sul piano estetico, la lezione del western di Sergio Leone e Sam Peckinpah, sporcando i protagonisti e rivelandone la natura doppia e lontana dall’immagine classica dell’eroe senza macchia. L’eccessiva alternanza dei registri, che passano in continuazione dalla leggerezza alla violenza, fa procedere tutto il film a singhiozzo e lo lascia vagare incerto alla ricerca di una vera identità. “Uomini e cobra” è un apologo grottesco sulla natura umana, a cercare un senso più profondo di lettura; è un western classico che cerca di giocare la carta della leggerezza, fermandosi a un livello più superficiale. Sicuramente, il confronto di veterani tra Kirk Douglas es Henry Fonda è il punto di attrazione più forte del film.

Soprattutto Douglas, con occhialetto e faccia di bronzo, riesce alla perfezione nel ruolo della carogna seducente Paris Pitman Jr, a cui trasmette molto del suo carisma naturale. Dall’altra parte, Henry Fonda è l’inflessibile (più o meno) sceriffo Woodward W. Lopeman il quale, una volta diventato direttore del carcere, cerca di instaurare un nuovo regime illuminato per i suoi prigionieri, sfruttando l’alleanza con Pitman, senza fidarsi mai completamente di lui. Il tocco di Mankiewicz si vede soprattutto nel colpo di coda finale, che cambia molte delle carte in tavola dando a tutto “Uomini e cobra” un valore diverso. Niente è quello che sembra, lì in Arizona, e non ci si può fidare di nessuno.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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