War Horse - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
3.70/5

War Horse

RANKING
1001° su 2562 in Generale
9° su 19 in Guerra
20112 h 26 min
Trama

In un piccolo villaggio nel Devon, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, l’agricoltore Ted Narracott acquista per trenta sterline un giovane cavallo di nome Joey, con grande disappunto di sua moglie Rose. Ma loro figlio, Albert, decide di prendersi cura del purosangue e gli insegna a lasciarsi cavalcare e ad arare il terreno, fino ad instaurare con l’animale un profondissimo legame di amicizia.

Metadata
Titolo originale War Horse
Data di uscita 17 Febbraio 2012
Nazione U.S.A.
Durata 2 h 26 min
Attori
Cast: Tom Hiddleston, Benedict Cumberbatch, Toby Kebbell, Emily Watson, Jeremy Irvine, David Thewlis, Peter Mullan, David Kross, Nicolas Bro, Eddie Marsan, Celine Buckens, Matt Milne, Robert Emms, Rainer Bock, Geoff Bell, Tony Pitts, Irfan Hussein, Pip Torrens, Patrick Kennedy, Hinnerk Schönemann, Liam Cunningham, Hinnerk Schönemann, Sebastian Hülk, Philippe Nahon, Trystan Pütter, Anian Zollner, Michael Kranz, Hannes Wegener, Maximilian Brückner, Markus Tomczyk, Peter Benedict
Trailer
War Horse

Nessun regista era adatto quanto Steven Spielberg per portare sul grande schermo una storia a metà strada fra l’epico e il fiabesco, contenente al proprio interno il dramma bellico alla “Salvate il soldato Ryan” e il racconto di un’amicizia insolita e indissolubile come in “E.T. l’extra-terrestre”. Naturale, dunque, che Spielberg si innamorasse di “War Horse”, prima un popolare romanzo per l’infanzia dello scrittore Michael Morpurgo e in seguito un fortunatissimo spettacolo teatrale firmato da Nick Stafford, andato in scena con enorme successo a Broadway nel 2007. Nel 2011, quindi, “War Horse” è approdato al cinema con un kolossal molto apprezzato da critica e pubblico (uscito, curiosamente, in contemporanea con un’altra pellicola diretta da Spielberg, il film d’animazione “Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno”), sceneggiato a quattro mani da Richard Curtis e Lee Hall.

Protagonista assoluto di “War Horse” è l’animale del titolo, Joey, un giovane e bellissimo purosangue (“interpretato” in realtà da quattordici cavalli diversi) cresciuto nelle verdi campagne del Devon e allevato amorevolmente da Albert Narracott (l’esordiente Jeremy Irvine), figlio di una coppia di agricoltori, il veterano Ted (Peter Mullan) e sua moglie Rose (Emily Watson). Ma allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, i genitori di Albert saranno costretti a vendere il cavallo all’esercito britannico: da questo momento il film segue la lunga odissea di Joey, che attraverserà il continente come testimone silenzioso di un conflitto tragico e devastante, passando di proprietario in proprietario, da uno schieramento all’altro. Mediante le sue vicende, Spielberg ci mostra in presa diretta la brutalità e l’orrore di uno dei periodi più cupi del ventesimo secolo, con la descrizione cruda e realistica di un mondo devastato da una guerra in cui, per la prima volta nella storia, si fece uso di carri armati e di artiglieria automatica (e il film ci mostra sapientemente il passaggio dalle “cariche a cavallo” alla logorante “guerra di trincea”).

Alla sontuosità formale dell’opera (da vero kolossal vecchia maniera) provvede un comparto tecnico di indubbia qualità, dal montaggio di Michael Kahn, particolarmente efficace nelle sequenze belliche, alle scenografie di Rick Carter; senza dimenticare ovviamente la trascinante colonna sonora composta dal fido John Williams, immancabile collaboratore di Spielberg. Dal punto di vista della costruzione narrativa e dell’approccio alla storia, invece, “War Horse” dimostra di possedere tutte le caratteristiche peculiari (ma anche, in parte, i limiti) del cinema spielberghiano: appassionato, enfatico, consolatorio, preoccupato soprattutto di coinvolgere ed emozionare lo spettatore. E verso l’epilogo, puntualmente, la commozione arriva, grazie a due scene cariche di pathos: l’incontro fra un soldato inglese e un soldato tedesco che, nella “terra di nessuno”, mettono da parte le reciproche ostilità in virtù del comune rispetto nei confronti di un essere vivente, e l’atto di generosità del nonno francese interpretato da un magnifico Niels Arestrup (il variegato cast include inoltre, in ruoli secondari, David Thewlis, Benedict Cumberbatch e Tom Hiddleston). Mentre la sequenza finale, romanticamente esaltata dalla fotografia di Janusz Kaminski sullo sfondo di un tramonto rosso fuoco, rappresenta un suggestivo omaggio alle epopee di John Ford e alla tradizione del grande cinema del passato.

Voto dell’autore:3.8 / 5

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