Welcome to Collinwood - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.80/5

Welcome to Collinwood

RANKING
728° su 2562 in Generale
81° su 453 in Commedia
20021 h 26 min
Trama

Cosimo, in carcere per furto d'auto, riceve una dritta su una rapina da parte di un ergastolano e racconta alla fidanzata Rosalind i dettagli del piano. Lei, nella speranza di trovare qualcuno che s'incolpi del furto d'auto al posto del fidanzato, racconta ad alcuni criminali l'idea di Cosimo e loro, ovviamente, cercheranno di realizzare il colpo senza di lui.

Metadata
Titolo originale Welcome to Collinwood
Data di uscita 6 Giugno 2003
Nazione U.S.A.Germania
Durata 1 h 26 min
Trailer
Welcome to Collinwood

Se guardando “Welcome to Collinwood” vi sentite pervadere da un certo senso di déjà-vù, non vi preoccupate, è ben motivato. Il film è infatti un remake della celebre commedia di Mario Monicelli “I soliti ignoti”, partorito dalle menti dei due fratelli Anthony e Joe Russo (impegnati in molte serie televisive e nel discreto “Tu, io e Dupree”) e ambientato in un quartiere di Cleveland, Collinwood.

Il mix italo-americano che esce da questa sceneggiatura è particolarmente interessante e riesce a non far rimpiangere troppo la Roma borgatara, arraffona e truffaldina (ma in fondo con un cuore d’oro) del film di Monicelli. Ferma restando quindi la bontà di una sceneggiatura già ampiamente conosciuta, particolarmente riuscito è l’impianto scenografico, dai costumi ai teatri di posa, alle case in cui vivono i protagonisti. Tutto sa di teatrale, artificioso ma allo stesso tempo divertente, e l’impressione che si ha è di essere finiti in un quartiere dimenticato da Dio, dove tutto si è fermato al secondo dopoguerra. Non può mancare un giudizio positivo sul cast: accanto ai bravi William H. Macy (nella parte che fu di Marcello Mastroianni), Isaiah Washignton (un attore afroamericano che interpreta il “siciliano” Ferribotte) e Michael Jeter, spicca per talento e ispirazione un attore che purtroppo non ha finora ricevuto i riconoscimenti che merita, Sam Rockwell. Nel ruolo del pugile fallito Pero (Vittorio Gassman nell’originale) Rockwell è perfetto, riuscendo a trasmettere quel mix di arroganza, sfacciataggine e insolenza che è il marchio di fabbrica dei mezzi landruncoli un po’ sfigati. Piccola notazione curiosa: nel ruolo che fu di Totò compare anche un tatuatissimo George Clooney.

A tutto questo aggiungiamo una colonna sonora più che buona, con la sola canzone d’apertura, “Via con me” di Paolo Conte, che varrebbe il prezzo del noleggio. Certo, rimaniamo sempre di fronte ad un film leggero, più leggero dell’originale, eppure comunque meritevole, specie in queste fredde nottate invernali.

Voto dell’autore:3.8 / 5

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