What if - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 1 voto/i
3.30/5

What If

RANKING
1714° su 2562 in Generale
172° su 241 in Sentimentale
20131 h 38 min
Trama

Wallace vive con sua sorella maggiore e il figlio di quest’ultima in un piccolo appartamento a Toronto. Dopo aver trovato la propria fidanzata in atteggiamenti intimi con un altro ragazzo, e aver di conseguenza abbandonato la facoltà di medicina poiché consapevole di star diventando sempre più come i propri genitori, due medici divorziati, viene invitato a una festa dal suo esuberante amico Allan, il quale vorrebbe vederlo di nuovo felice. Qui Wallace conoscerà la cugina di Allan, Chantry: una ragazza semplice ma diversa dalle altre, con la quale instaurerà immediatamente un rapporto di profonda ma spontanea complicità – salvo scoprire, alla fine della festa, che la sua nuova, incantevole conoscenza è già felicemente fidanzata con Ben.

Metadata
Regista Michael Dowse
Titolo originale What If
Data di uscita 8 Agosto 2020
Nazione IrlandaCanada
Durata 1 h 38 min
Attori
Cast: Daniel Radcliffe, Zoe Kazan, Rafe Spall, Megan Park, Adam Driver, Jemima Rooper, Meghan Heffern, Jordan Hayes, Mackenzie Davis, Vanessa Matsui, Sarah Gadon, Lucius Hoyos, Tommie-Amber Pirie, Jonathan Cherry, Rebecca Northan, Oona Chaplin, Adam Fergus, Sam Moses, Ennis Esmer, Mike Wilmot, George Tchortov, Tamara Duarte, Rosalind Feldman, Don Ritter
Trailer

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What if

Presentata al Toronto International Film Festival 2013, “What if”, altrove intitolata “The F word”, è l’ultima, lanciatissima commedia sentimentale diretta da Michael Dowse (“Take me home tonight”), liberamente basata sull’opera teatrale “Toothpaste and cigars” di T.J. Dawe e Michael Rinaldi, e interpretata da un quartetto d’eccezione di stelle del cinema inglese e americano, composto da Daniel Radcliffe, Zoe Kazan, Adam Driver e Rafe Spall. Idea centrale del film, piuttosto furbamente, è quella di seguire le orme di altre commedie romantiche come “500 giorni insieme” e cristallizzare in maniera ufficiale, una volta per tutte e su pellicola, il concetto tanto attuale quanto controverso di “friendzone”: termine che, in lingua inglese, definisce quella linea immaginaria che delimita così bene i confini dell’amicizia e dell’amore, facendo sì che il nostro migliore amico o la nostra migliore amica siano destinati a rimanere i nostri confidenti senza mai diventare qualcosa di più.

A tale scopo, non potevano essere scelti attori principali più azzeccati. Zoe Kazan, reginetta atipica delle commedie indipendenti post-“Little Miss Sunshine”, è Chantry: la ragazza normale, mediamente carina e intelligente, dolce e sensibile che tutti sognano di incontrare. E Daniel Radcliffe, ammirevole nel suo insolito e multiforme percorso di attore, è la sua innegabile controparte maschile (tanto intellettuale che fisica), cosicché la chimica fra i due è forse meno scoppiettante e fulminea di quanto si può immaginare avvenga fra due opposti, ma risulta sicuramente verosimile e profonda come quella che di solito nasce fra due simili – o almeno abbastanza da farci sperare, fin dai primissimi minuti del film, che i due finiscano insieme, nel meglio e nel peggio di tutto ciò che può accadere nel mezzo. Anche i personaggi secondari, Allan e il ragazzo di Chantry, Ben, risultano ben caratterizzati rispettivamente da Adam Driver e Rafe Spall nella piccolezza e semplicità richiesta loro dal copione, quanto basta per dar vita a uno sfondo credibile e al contempo stimolante per una vicenda romantica di tutti i giorni.

E in tale contesto, il primo aspetto positivo di “What if” risiede nella totale assenza di personaggi davvero “buoni” o “cattivi”: persino Ben, dopotutto, è soltanto un trentenne che ama la sua ragazza, che non passa il proprio tempo a ignorarla ma anzi ad apprezzarla, rispettandola per ciò che è e non per ciò che rappresenta, come farebbe qualsiasi bravo fidanzato. “What if” diventa così una commedia degna di nota per il suo candore un po’ ingenuo e fuori tempo, lasciandosi apprezzare proprio per il fatto che non sembra giocare sporco nel proporci un’alternativa maschile detestabile a Wallace, dove Ben è invece un personaggio molto più a colori di quanto non sia il vero personaggio-spalla del film, ovvero Allan. In poche parole, in questa storia nessuno è perfetto: il primo e l’ultimo messaggio ad arrivare nel corso della vicenda è che nella vita anche le persone apparentemente migliori delle altre, alle volte, sono pronte ad abbandonare tutti i loro principi e a commettere qualche errore a causa della persona della quale, volenti o nolenti, si ritrovano ad essere innamorati.

La stessa Chantry, che almeno all’inizio è la più innocente della situazione, diventa l’emblema di una trasformazione interiore che porta alla scoperta delle proprie fragilità – essendo colei che regge in mano tutte le carte del gioco e che, pur non volendo, dovrà presto lasciarne qualcuna sul tavolo della vita. Toronto, città pulsante e in movimento, carica di colori saturi e suggestivi che rendono lo sfondo urbano particolarmente ricco e al contempo indefinito e impersonale, è infine il miglior corrispettivo possibile per meglio comprendere quale sarà la natura del ricordo che avrete di questa commedia romantica una volta usciti dalla sala del cinema. Un film che si lascia guardare piacevolmente, ma di certo meno brillante (e pretenzioso) dei suoi “cugini” non troppo lontani, come “Ruby Sparks” o il più recente “The spectacular now”, “What if” è una commedia accattivante e ben confezionata sotto ogni punto di vista – complici, soprattutto, due attori carismatici e adattabili come Daniel Radcliffe e Zoe Kazan – che si perde però nel momento in cui si va a osservare con maggior attenzione la sostanza delle cose, e si capisce di non aver visto nulla di così originale o imperdibile.

Voto dell’autore:3.3 / 5

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