Wolverine - L'immortale - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 1 voto/i
3.30/5

Wolverine - L'immortale

RANKING
1714° su 2562 in Generale
74° su 126 in Fantastico
20132 h 06 min
Trama

Il solitario mutante Wolverine, tormentato dai ricordi della defunta Jean Grey, viene contattato da Yukio, una ragazza con la capacità di predire il futuro. Yukio conduce Wolverine in Giappone, al capezzale di Shingen Yashida, un anziano boss della Yakuza al quale, molti decenni prima, Wolverine aveva salvato la vita nel corso dell’esplosione nucleare a Nagasaki, e che ora sembra in punto di morte…

Metadata
Regista James Mangold
Titolo originale The Wolverine
Data di uscita 25 Luglio 2013
Nazione U.S.A.
Durata 2 h 06 min
Attori
Cast: Hugh Jackman, Tao Okamoto, Rila Fukushima, Hiroyuki Sanada, Svetlana Khodchenkova, Brian Tee, Hal Yamanouchi, Will Yun Lee, Ken Yamamura, Famke Janssen, Shinji Ikefuji, Qyoko Kudo, Conrad Coleby, Taris Tyler, Sarah Naylor-Liddell, Ian McKellen, Patrick Stewart
Trailer
Wolverine - L'immortale

A quattro anni di distanza dalla cantonata di “X-Men le origini – Wolverine” di Gavin Hood, uno dei cinecomic più deludenti degli ultimi anni, l’attore australiano Hugh Jackman torna a sfoderare per la quinta volta i poderosi artigli di Wolverine, che all’alba del nuovo millennio lo avevano reso famosissimo grazie alla trilogia cult realizzata da Bryan Singer sulle avventure degli X-Men. Ora, dopo un prequel / spin-off di discreto successo commerciale ma poco amato dai fan degli X-Men, e dopo il ben più riuscito prequel del 2011 “X-Men – L’inizio” (stavolta senza Wolverine), il forzuto mutante dagli artigli di adamantio ritorna protagonista assoluto al cinema con “Wolverine – L’immortale”, film che si colloca successivamente agli eventi della trilogia originaria e che in qualche modo prepara la strada per l’imminente “X-Men – Giorni di un futuro passato”, in arrivo nel 2014. A dirigere questa mega-produzione da oltre 120 milioni di dollari avrebbe dovuto essere Darren Aronofsky, ma a prendere il timone alla fine è stato invece il regista James Mangold.

Wolverine, dunque, torna a furoreggiare a tutto campo sul grande schermo, forte della rinnovata popolarità del suo interprete, reduce dal trionfo de “Les misérables” (benché in un genere del tutto diverso). Pompato da mesi e mesi di palestra, perennemente a torso nudo e con un’espressione ancora più imbronciata del solito, in “Wolverine – L’immortale” il forzuto mutante Logan si dedica ad un’adrenalinica trasferta nella terra del Sol Levante, dove usufruirà della dolce compagnia della graziosa Mariko Yashida (Tao Okamoto, al suo debutto al cinema dopo una carriera da top-model), figlia di un anziano e malandato boss della Yakuza, Shingen Yashida (Hiroyuki Sanada). Su uno scenario invariabilmente superficiale, che dice poco o nulla sulla cultura giapponese (non che questo fosse nelle intenzioni degli autori), Mangold prende spunto da una serie di fumetti di Chris Claremont e Frank Miller per costruire una storia a base di intrighi familiari, corruzione e rapimenti, recuperando inoltre alcuni degli stilemi tipici del genere noir.

Il film, insomma, pare voler prendere una direzione più “seria” e meno fumettistica, in linea con la natura cupa e tormentata del suo protagonista – che per tutta la pellicola riceve le visite “oniriche” di una donna-fantasma, la sua ex-amante Jean Grey (Framke Jenssen), quasi come se ci trovassimo in “Inception”. Peccato però che poi, nella parte conclusiva, “Wolverine – L’immortale” si perda in un susseguirsi di duelli, di lotte furibonde e di scene madri di un’assurdità alquanto risibile – una su tutte, Logan che usa i propri artigli per un’operazione a cuore aperto su se stesso! – che sembrano imitare (involontariamente) i più blandi fumettoni televisivi di svariati decenni fa, risultando assai poco convincenti agli occhi di un pubblico abituato, nel frattempo, a cinecomic di ben altro livello. Fra villain sfruttati poco e male, come la mutante Viper (Svetlana Khodchenkova), costretta a poco più di una comparsata, ed un 3D (aggiunto in post-produzione) di palese inutilità, il film di Mangold si assesta quindi su un livello di inesorabile mediocrità, confermando la relativa sfortuna di Wolverine al cinema quando non è circondato dai suoi colleghi mutanti. Dopo i titoli di coda, cameo a sorpresa di Ian McKellen e Patrick Stewart per anticipare il successivo “X-Men – Giorni di un futuro passato”.

Voto dell’autore:3.3 / 5

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