Youth - La giovinezza - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
3.50/5

Youth - La giovinezza

RANKING
1376° su 2562 in Generale
505° su 732 in Drammatico
20151 h 58 min
Trama

Fred Ballinger è un celebre direttore d'orchestra ormai in pensione. Passa le vacanze in un lussuoso hotel in Svizzera in compagnia di Mick Boyle, anziano regista e migliore amico di Fred. Mentre Mick è deciso a realizzare un ultimo film, Fred pare non voler tornare a lavorare, nonostante l'invito per un concerto direttamente dalla Regina d'Inghilterra.

Metadata
Titolo originale Youth - La giovinezza
Data di uscita 20 Maggio 2015
Durata 1 h 58 min
Trailer
Youth - La giovinezza

Dopo il successo e l’Oscar conquistato per il miglior film straniero con “La grande bellezza”, Paolo Sorrentino torna in concorso al Festival di Cannes (e in contemporanea nei cinema italiani) con “Youth – La giovinezza”, secondo film in lingua inglese dopo “This must be the place”. Dopo la collaborazione con Sean Penn, il regista napoletano sceglie ancora un attore di livello internazionale come Michael Caine per protagonista, accompagnato da un cast altisonante che comprende Harvey Keitel, Rachel Weisz, Paul Dano e Jane Fonda. La storia è quella di un anziano direttore d’orchestra ormai ritirato che non ha più nessuna intenzione di tornare al lavoro e trascorre le giornate in un hotel svizzero insieme all’amico di una vita, Mick Boyle, regista ancora in attività. Più che a “This must be the place”(nonostante il ruolo della musica), questo nuovo film di Sorrentino pare piuttosto un contraltare estero e meno ammiccante de “La grande bellezza”.

La narrazione di un uomo ormai vissuto che si abbandona in maniera apatica all’esistenza e si nutre di ricordi e di riflessioni sul tempo ricorda fin troppo da vicino la parabola di vita che attraversava il protagonista del film premiato con l’Oscar. Ma le similitudini si fermerebbero qui, nel tono del personaggio principale, perché Michael Caine è attore di indiscussa bravura che riesce a dare al suo Fred Ballinger una propria autonomia e una propria esperienza anche oltre l’esile sceneggiatura scritta dallo stesso Sorrentino. Però “Youth – La giovinezza”, pur con un’atmosfera più pacata e libera, e meno viziata dal sostrato sociale italiano che permeava “La grande bellezza”, sembra attraversare le stesse tematiche e le stesse conclusioni, e salvo qualche dettaglio conclude la nuova formazione esistenziale del protagonista in egual modo. Certamente in “Youth – La giovinezza” c’è l’intimismo del riscoprire la vita, dell’affermare la libertà, o semplicemente del non affogare nei ricordi e nel tempo che passa: Fred è infatti un uomo stanco e pieno di dolore che compirà un delicato viaggio di riscoperta di sé.

Una riscoperta che passa non tanto attraverso la giovinezza “esterna” della variegata fauna umana con cui Sorrentino popola l’hotel location del film, ma la giovinezza interiore che va oltre l’età. Ma come è stato un po’ per tutto il suo cinema precedente, a Sorrentino manca il dono dell’essenzialità e della sintesi poetica; così “Youth – La giovinezza”, oltre ad apparire la copia di un riflessione già consumata, ha gli stessi difetti de “La grande bellezza”, cioè si perde nei pleonasmi di una trama che avrebbe potuto brillare con pochi tocchi, inebria il tutto con un’aria borghese che forse comincia a stancare (non tanto per il contenuto ma per le modalità della sua rappresentazione) e sfodera un sempre più marcato narcisismo registico, più vicino allo sfoggio di stile che non a una vera necessità formale.

Voto dell’autore:2.5 / 5

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