Zero dark thirty - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 7 voto/i
4.30/5

Zero Dark Thirty

RANKING
91° su 2562 in Generale
5° su 19 in Guerra
20122 h 37 min
Trama

Maya, una giovane agente della CIA, viene inviata in Pakistan e affiancata al suo esperto collega Dan, impegnato nella caccia ad Osama bin Laden attraverso durissimi interrogatori ai prigionieri nemici, per i quali ricorre anche alla tortura. La cattura di bin Laden diventa per Maya un’autentica ragione di vita, e la donna trascorrerà molti anni in Pakistan dando la caccia al terrorista più ricercato del pianeta.

Metadata
Regista Kathryn Bigelow
Titolo originale Zero Dark Thirty
Data di uscita 7 Febbraio 2013
Nazione U.S.A.
Durata 2 h 37 min
Attori
Cast: Jessica Chastain, Jason Clarke, Mark Strong, Joel Edgerton, Chris Pratt, Kyle Chandler, Édgar Ramírez, Mark Duplass, Scott Adkins, Jennifer Ehle, Ricky Sekhon, Reda Kateb, Harold Perrineau, Jeremy Strong, J.J. Kandel, James Gandolfini, Stephen Dillane, John Schwab, Martin Delaney, John Barrowman, Jeff Mash, Taylor Kinney, Callan Mulvey, Siaosi Fonua, Phil Somerville, Nash Edgerton, Mike Colter, Jessica Collins, Frank Grillo, Fares Fares
Trailer
Zero dark thirty

Nel gergo militare americano l’espressione “Zero dark thirty” significa “trenta minuti dopo la mezzanotte”, ma può intendere una qualunque ora della notte, quando l’oscurità è ancora fitta, scelta per le incursioni più delicate. Come quella che, il 2 maggio 2011, ha portato all’uccisione di Osama bin Laden, capo di al-Qaida e responsabile degli attentati dell’11 settembre: lo “sceicco del terrore”, il nemico giurato dell’Occidente, al quale i servizi segreti americani hanno dedicato una caccia all’uomo durata per quasi dieci anni. Questa sfibrante ricerca, che nel corso del tempo ha impegnato un gran numero di uomini e donne, costituisce il nucleo narrativo di “Zero dark thirty”, l’acclamatissimo film con il quale la regista Kathryn Bigelow è tornata al cinema a quattro anni di distanza dal pluripremiato “The hurt locker”, opera per certi versi analoga ma anche complementare a questa sua nuova pellicola.

Se in “The hurt locker”, infatti, la Bigelow ci descriveva la realtà quotidiana di un gruppo di artificieri durante il conflitto in Iraq, “Zero dark thirty” ci mostra il “dietro le quinte” di una missione culminata in una delle operazioni militari più discusse, controverse e misteriose mai condotte. Mentre “The hurt locker” ci parlava della guerra in Iraq mediante le storie personali di comuni soldati alle prese con una realtà sconvolgente, “Zero dark thirty” ci racconta una pagina di Storia filtrandola attraverso la prospettiva individuale di un unico personaggio: Maya (Jessica Chastain), un’agente della CIA di stanza in Pakistan che trascorrerà un decennio della propria vita a seguire le tracce di Osama bin Laden, mentre attorno a lei si succedono (o rimangono uccisi) colleghi e superiori. Frutto di un lungo lavoro di documentazione e di reportage da parte dello sceneggiatore Mark Boal, “Zero dark thirty” rappresenta appunto una lucida cronistoria di questa segretissima “guerra al terrore”, dall’epoca della presidenza di George W. Bush a quella di Barack Obama. Una cronistoria che Kathryn Bigelow ci presenta in maniera tutt’altro che edulcorata, ma al contrario con un approccio di impietoso realismo che esclude qualunque tipo di enfasi celebrativa o di compromesso con lo spettatore.

Il lavoro svolto dalla CIA è messo in scena fin dall’inizio in tutta la sua sconvolgente crudezza, a partire dalle tecniche di tortura adoperate dai servizi segreti americani durante gli interrogatori (ragion per cui il film ha suscitato accese polemiche a livello politico) fino ad arrivare alla cosiddetta Operazione Geronimo, filmata dalla Bigelow con un rigore impeccabile, lontanissimo dall’estetica dei tipici action-movie hollywoodiani. A tale risultato, di impressionante efficacia e di indiscutibile eccellenza cinematografica, contribuiscono inoltre la colonna sonora di Alexandre Desplat, incalzante ma mai invasiva, e la splendida fotografia di Greig Fraser. In ogni situazione, l’opera della Bigelow mantiene sempre una prospettiva quanto più possibile “oggettiva”, in grado di testimoniare l’abnegazione di Maya e dei suoi colleghi, ma anche i compromessi morali e la tensione psicologica che li accompagnano anno dopo anno, pur senza escludere la partecipazione del pubblico. A veicolare tale partecipazione è soprattutto il personaggio di Maya, detective grintosa e ossessiva alla quale la bravissima Jessica Chastain, che ha ricevuto il Golden Globe e la nomination all’Oscar come miglior attrice, conferisce solidità e determinazione, lasciando però emergere al contempo un sommesso ed ineffabile sentimento di inquietudine, come nell’emozionante primo piano conclusivo.

Voto dell’autore:4.5 / 5

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