Genere Commedia

Breve descrizione del genere Commedia

Scheda film

La commedia è un genere teatrale e cinematografico la cui caratteristica essenziale è la predominanza dell’elemento comico o umoristico e della narrazione di vicende che presentano un aspetto ironico, parodistico o bizzarro. Dal momento che comprende un campo estremamente ampio, la commedia è suddivisibile in una grande varietà di categorie: dalla commedia di costume, che analizza un determinato scenario sociale, alla parodia, che rovescia le regole dei generi; dal film satirico, spesso ai limiti del paradosso, alla black-comedy, contraddistinta da uno humor nero sconfinante nel grottesco; dalla commedia romantica, in cui è prevalente il tema sentimentale, alla screwball-comedy, ovvero la commedia sofisticata americana.

Da sempre considerata uno dei generi più popolari presso il pubblico, la commedia si diffonde con successo fin dagli albori del cinema, soprattutto grazie ai due principali registi dell’epoca del muto: Buster Keaton (La palla n. 13, Come vinsi la guerra, Il cameraman) e Charlie Chaplin (La febbre dell’oro, Luci della città, Tempi moderni, Il grande dittatore), nel quale l’umorismo si fonde con una componente più malinconica e amara. Nel frattempo si impongono anche le prime star del cinema comico, con attori protagonisti di interi cicli di pellicole, come Stanlio e Ollio, Gianni e Pinotto e i fratelli Marx (La guerra lampo dei fratelli Marx, Una notte all’Opera).

Fra gli Anni ’30 e ’40, la commedia si consacra come uno dei generi più amati del cinema americano, grazie all’opera di registi quali Frank Capra (Accadde una notte, È arrivata la felicità), Leo McCarey (L’orribile verità) ed Ernst Lubitsch (Ninotchka, Il cielo può attendere). In questo periodo riscuote particolare fortuna la screwball-comedy, basata su dialoghi rapidi e gag a ripetizione: i maggiori esponenti di questo sottogenere sono Howard Hawks (Susanna!, La signora del venerdì), George Cukor (Scandalo a Filadelfia, Nata ieri) e Preston Sturges (I dimenticati, Lady Eva). Tra i numerosi divi della commedia brillante vanno ricordati Cary Grant, James Stewart, Rosalind Russell e la celebre coppia formata da Katharine Hepburn e Spencer Tracy (La donna del giorno, La costola di Adamo).

Negli Anni ’50, la commedia americana si distingue con pellicole quali Il padre della sposa, Come sposare un milionario, La nave matta di Mr. Roberts e i film del duo Rock Hudson / Doris Day. Il più importante regista di commedie resta di sicuro Billy Wilder, geniale cineasta dallo stile ironico e corrosivo; fra i suoi capolavori Sabrina, Quando la moglie è in vacanza, A qualcuno piace caldo e L’appartamento. Negli Anni ’60 invece, oltre a veterani come Stanley Kramer (Indovina chi viene a cena?) e Blake Edwards (La grande corsa, Hollywood party e il ciclo de La pantera rosa, interpretato da Peter Sellers), conquistano la scena registi come Norman Jewison, Gene Saks, Herbert Ross e Mike Nichols, autore del cult Il laureato. Negli Anni ’70, accanto alle esilaranti parodie di Mel Brooks (Mezzogiorno e mezzo di fuoco, Frankenstein Junior), trovano posto la satira antimilitarista (MASH di Robert Altman), le rivisitazioni dei classici (Ma papà ti manda sola?, Il paradiso può attendere) e titoli campioni d’incassi come American graffiti, La stangata e Goodbye amore mio!. Questo periodo vede inoltre l’ascesa del talento comico dell’attore / regista Woody Allen, che dalle sue prime farse passerà ad opere più introspettive per descrivere la nevrosi moderna, come Io e Annie, Manhattan e Hannah e le sue sorelle.

Negli Anni ’80 e ‘90, la commedia si suddivide tra il genere comico-demenziale (Animal House, L’aereo più pazzo del mondo, Mamma ho perso l’aereo, Mrs. Doubtfire), pellicole dallo humor agrodolce (Il grande freddo, Good morning, Vietnam, La leggenda del Re Pescatore) e commedie sentimentali di vario genere (Arturo, Tootsie, Stregata dalla luna, Harry ti presento Sally, Pretty woman, Qualcosa è cambiato). Negli ultimi anni, la commedia americana ha ritrovato linfa vitale grazie ad alcune apprezzate pellicole indipendenti, come Lost in translation, Sideways, Little Miss Sunshine e Juno. Nel cinema britannico, dopo il capolavoro satirico Il dottor Stranamore di Stanley Kubrick e le parodie dei Monty Python, in tempi recenti hanno riscosso un grande successo film quali Un pesce di nome Wanda, Quattro matrimoni e un funerale, Full monty e Billy Elliott. Per la Francia, si segnalano La ronde di Max Ophüls, la produzione di Jacques Tati (Le vacanze di Monsieur Hulot, Mio zio, Playtime) e le commedie morali di Eric Rohmer, mentre per la Spagna si passa dalla commedia grottesca di Luis Buñuel (Il fascino discreto della borghesia) alle farse postmoderne di Pedro Almodóvar (Donne sull’orlo di una crisi di nervi).

Il genere della commedia ha trovato alcune delle sue massime espressioni grazie al cinema italiano, favorito da grandi maschere della comicità come Alberto Sordi, Totò e Aldo Fabrizi. La commedia all’italiana si afferma a partire dagli Anni ’50, grazie a maestri quali Steno (Un americano a Roma), Luigi Comencini (Pane, amore e fantasia, Tutti a casa), Dino Risi (Il sorpasso, I mostri), Mario Monicelli (I soliti ignoti, L’armata Brancaleone, Amici miei), Vittorio De Sica (Matrimonio all’italiana, Ieri, oggi e domani) e Pietro Germi (Divorzio all’italiana), oltre alla popolarissima serie dedicata ai personaggi di don Camillo e Peppone. A partire dagli Anni ’70, la commedia italiana sviluppa alcuni dei suoi frutti più maturi con Luigi Magni (Nell’anno del Signore…) ed Ettore Scola (C’eravamo tanto amati, La famiglia), distinguendosi da filoni più commerciali e disimpegnati. Infine, negli ultimi decenni sono venuti alla ribalta registi / attori di grande popolarità come Carlo Verdone, Massimo Troisi e Roberto Benigni.

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