"Madre!": l'edizione home-video di un film formidabile e da riscoprire

È stato uno dei film più attesi e, retrospettivamente, più sottovalutati del 2017 Madre! di Darren Aronofsky: un film che ha diviso la critica e le platee fin dalla sua presentazione in concorso alla 74° edizione del Festival di Venezia, in grado di far discutere e di stimolare riflessioni e tentativi di esegesi. Uscito nelle sale di tutto il mondo lo scorso settembre, Madre! è ora disponibile da pochi giorni in edizione home-video, in formato Dvd e Blu-Ray, grazie alla distribuzione di Universal Pictures Home Entertainment: l’occasione perfetta per riscoprire un’opera magari non per tutti i palati, ma coraggiosa, fascinosissima e con innumerevoli motivi d’interesse.

Madre! recupera in parte l’approccio oscuro e visionario, costantemente in bilico fra suspense e paranoia, del capolavoro di Aronofsky, Il cigno nero, per mettere in scena lo stato di incertezza e di angoscia crescente della protagonista, interpretata da Jennifer Lawrence: la giovane compagna di un affermato scrittore in piena crisi creativa, che ha invece il volto di Javier Bardem. In un racconto in cui nessun personaggio è caratterizzato da un nome proprio, la coppia riceve la visita inaspettata di uno sconosciuto (Ed Harris), la cui misteriosa presenza crea da subito un certo disagio nella padrona di casa: un disagio che sarà incrementato, il mattino seguente, dalla comparsa della moglie dell’uomo, una donna ambigua e invadente impersonata da un’incisiva Michelle Pfeiffer.

Da qui in poi, Madre! si sviluppa come una lenta ma inesorabile discesa nell’incubo, fra parentesi grottesche, svolte improvvise e rovesciamenti narrativi che spingono lo spettatore a riconsiderare quanto visto fino a quel momento. L’ambizioso impianto allegorico del film di Aronofsky trova però un efficacissimo compendio nelle modalità con cui il regista americano ci porta a immedesimarci negli stati d’animo della figura femminile al cuore della trama: una regia immersiva e claustrofobica, perennemente attaccata al volto della Lawrence e pronta ad alternare primi piani e soggettive, sfoderando un’energia e un senso del ritmo che hanno davvero pochi eguali nel cinema contemporaneo. Madre!, insomma, sta già assumendo l’aura del “cult maledetto”: uno di quei film splendidamente provocatori di cui si continuerà a parlare ancora a lungo.

 

 

L’edizione Dvd di Madre!, arricchita da tre cartoline da collezione che riproducono altrettanti, magnifici poster (uno dei quali rende omaggio a Rosemary’s baby di Roman Polanski), permette di riapprezzare il film nella versione originale in inglese, disponibile accanto a quella doppiata in italiano (le altre tracce audio presenti sono quelle in francese e in spagnolo, tutte con l’opzione dei relativi sottotitoli), mentre la qualità visiva del prodotto rende giustizia, anche sul piccolo schermo del televisore, alla fotografia di Matthew Libatique, che ci immerge nell’atmosfera opprimente della casa dello scrittore e della “madre” del titolo giocando con la penombra e i toni cupi. Insieme al film, l’edizione home-video include inoltre due contenuti speciali, utili ad approfondire alcuni aspetti più tencici della realizzazione dell’opera di Aronofsky.

Il primo extra, Madre! – La spirale negativa, è un making of di quasi 30 minuti con interviste al regista, a Javier Bardem e ad alcuni membri della troupe, con varie sequenze girate sul set. Il risultato ci offre uno sguardo dall’interno sul processo di lavorazione, con le prove degli attori, le coreografie dei movimenti e un “dietro le quinte” delle scene più complesse: nello specifico quelle della parte finale, con magistrali sequenze di massa che hanno richiesto la partecipazione di decine di comparse in uno spazio molto ridotto. Il make-up di Madre!, della durata di sei minuti, ci mostra invece la natura squisitamente artigianale degli effetti speciali, nonché di alcuni dei suoi elementi più sensazionali e “raccapriccianti”: da quello pseudo-cuore pulsante trovato dalla Lawrence nel bagno al robot utilizzato per simulare un neonato nella scena più scioccante e “famigerata” di tutto il film.