"Neruda": in Dvd e Blu-Ray il capolavoro di Pablo Larraín

Il 2016 si è rivelato un’annata da incorniciare per il regista cileno Pablo Larraín, che nell’arco di pochi mesi ci ha regalato due tra i migliori film visti in tempi recenti sul grande schermo, nonché due tra le opere biografiche più originali e spiazzanti del cinema contemporaneo: Jackie, un ritratto della First Lady americana Jacqueline Kennedy, interpretato da Natalie Portman e premiato al Festival di Venezia, e prima ancora Neruda, suggestiva rievocazione di un periodo ben preciso nella vita del grande poeta cileno Pablo Neruda, perseguitato dal regime di Gabriel González Videla e costretto pertanto a nascondersi per sfuggire alle ricerche della polizia.

 

 

Presentato nella sezione indipendente Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes 2016, suscitando così non poche polemiche per la sua mancata inclusione nel concorso ufficiale, lodatissimo dalla critica internazionale e candidato al Golden Globe come miglior film straniero, Neruda è stato portato in Italia lo scorso autunno da Good Films, che di recente lo ha distribuito in edizione Dvd e Blu-Ray grazie a CG Entertainment: un’occasione per recuperare o riammirare uno dei vertici assoluti della produzione di Larraín, che anno dopo anno si è imposto come uno dei cineasti più coraggiosi della propria generazione, sempre pronto a smarcarsi da cliché e facili soluzioni per perseguire invece una personalissima idea di narrativa e di estetica. Un’idea che Neruda, opera speculare a Jackie, riafferma attraverso una libertà stupefacente, dando vita ad un affascinante ibrido fra cronaca storica e finzione artistica.

Il film, ambientato alla fine degli Anni ’40, è imperniato attorno al duello a distanza fra Pablo Neruda (Luis Gnecco), senatore comunista inviso al Presidente González Videla (Alfredo Castro, in una breve apparizione) e costretto a rimanere nascosto insieme alla moglie, la pittrice Delia del Carril (Mercedes Morán), e il suo inseguitore, Oscar Peluchonneau (Gael García Bernal), investigatore di polizia al servizio del regime. La caccia all’uomo messa in atto da Peluchonneau si trasforma ben presto in un’autentica ossessione, in un indefinibile “corto circuito” fra la reale vicenda di Neruda e la dimensione poetica e romanzesca. Ed è proprio tale ambiguità, oltre ad offrire un’implicita riflessione sulla presunta superiorità dell’arte nei confronti della storia, a generare le scene più memorabili di Neruda, incluso un epilogo ipnotico e dai contorni quasi metafisici ambientato fra i paesaggi innevati delle Ande.