Addio ad Andrzej Wajda, uno dei maestri del cinema europeo

Si è spento domenica a Varsavia, alla veneranda età di 90 anni, uno dei più grandi registi d’Europa, Andrzej Wajda, fra i massimi rappresentanti del cinema polacco. Autore in grado di coniugare narrazione storica, impegno civile e dramma rigorosissimo, nei suoi film Wajda ha raccontato soprattuto i principali eventi della Polonia del Novecento, dal dramma della Seconda Guerra Mondiale e dell’Olocausto alle campagne di Solidarnosc. Produttore e sceneggiatore oltre che regista, Wajda era riconosciuto in tutto il mondo come uno dei nomi più importanti della settima arte.

Andrzej Witold Wajda era nato il 6 marzo 1926 a Suwalki, in Polonia. Aveva iniziato a realizzare i suoi primi lavori negli Anni ’50, per poi raggiungere un’immediata consacrazione con i suoi primi tre lungometraggi: una trilogia composta da Generazione (1954), I dannati di Varsavia (1957), Premio della Giuria al Festival di Cannes, e Cenere e diamanti (1958) e ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale. Negli Anni ’70 era tornato a riscuotere consensi con altre pellicole apprezzatissime come Il bosco di betulle (1970), La terra della grande promessa (1975), L’uomo di marmo (1977) e Le signorine di Wilko (1979).

Dopo Direttore d’orchestra (1980), nel 1981 Wajda aveva ricevuto la Palma d’Oro al Festival di Cannes con uno dei suoi massimi capolavori, L’uomo di ferro, una cronaca storica sull’ascesa del sindacato Solidarnosc nella Polonia dell’epoca; nel 1983, invece, aveva raccontato i sanguinari strascichi della Rivoluzione Francese e l’epoca del Terrore in Danton, interpretato da Gérard Depardieu, conquistando il premio César per la miglior regia. Pù di recente, invece, Wajda aveva riscosso un ottimo responso con altri due drammi storici: Katyn (2007), sul massacro di oltre 20.000 polacchi da parte delle truppe staliniste, e Walesa – L’uomo della speranza (2013), opera biografica su Lech Walesa, leader di Solidarnosc.

Celebrato in Europa come negli Stati Uniti, nel corso della sua lunga attività professionale Andrzej Wajda ha ottenuto quattro nomination all’Oscar per il miglior film straniero, mentre nel 1999 era stato insignito del premio Oscar alla carriera; fra i numerosi riconoscimenti tributati al regista polacco anche lo European Film Award alla carriera nel 1990, il Leone d’Oro alla carriera al Festival di Venezia 1998 e l’Orso d’Oro alla carriera al Festival di Berlino 2006. Il suo ultimo film, Afterimage, biografia del pittore Wladyslaw Strzeminski, sarà presentato questa settimana al Festival del Cinema di Roma.

 

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