Addio a Jonathan Demme, regista de "Il silenzio degli innocenti"

È stato un grande sperimentatore di generi e uno degli autori più innovativi e poliedrici del cinema americano contemporaneo: Jonathan Demme, regista noto in tutto il mondo soprattutto per il suo indiscusso capolavoro, il thriller Il silenzio degli innocenti, si è spento oggi a New York, a 73 anni d’età, dopo una lunga battaglia contro il cancro, che tuttavia non gli aveva impedito di restare attivissimo sul set fino a pochi mesi fa. Nel corso della sua carriera si era confrontato con le più diverse tipologie di film, oltre ad aver accumulato numerose esperienze televisive e nel campo della pubblicità e dei video musicali.

Robert Jonathan Demme era nato a Baldwin, nel New Jersey, il 22 febbraio 1944. Dai primi Anni ’70 aveva iniziato a lavorare per il produttore Roger Corman, che nel 1974 gli aveva permesso di esordire dietro la macchina da presa, e ben presto era riuscito a farsi apprezzare grazie a due pellicole molto differenti: nel 1979 il thriller dal taglio hitchcockiano Il segno degli Hannan, con Roy Scheider, e nel 1980 la commedia Una volta ho incontrato un miliardario, con Jason Robards Jr. Negli Anni ’80 si era dedicato soprattutto al genere della commedia brillante dirigendo due cult come Qualcosa di travolgente (1986), con Jeff Daniels e Melanie Griffith, e Una vedova allegra… ma non troppo (1988), con Michelle Pfeiffer e Matthew Modine, mentre nel campo del documentario aveva immortalato uno show dei Talking Heads nel celebre Stop making sense (1984).

Nel 1991 Jonathan Demme aveva diretto invece un’opera che sarebbe stata annoverata fra i massimi capolavori della storia del cinema, imponendosi come una delle più magistrali rappresentazioni dell’orrore e della suspense al cinema: Il silenzio degli innocenti, trasposizione del romanzo di Thomas Harris, cronaca dell’indagine su un seria-killer da parte di una giovane recluta dell’FBI. Interpretato da Jodie Foster e Anthony Hopkins, Il silenzio degli innocenti aveva ottenuto un enorme successo, aveva conquistato cinque premi Oscar ed era valso a Demme l’Oscar e il premio per la miglior regia al Festival di Berlino.

Nel 1993 il regista aveva riportato un altro trionfo con Philadelphia, dramma giudiziario legato a temi quali l’omosessualità e l’AIDS, con Tom Hanks e Denzel Washington. Negli anni seguenti Jonathan Demme aveva continuato a dirigere opere di finzione, fra cui il thriller The Manchurian candidate (2004), con Denzel Washington e Meryl Streep, e il dramma familiare Rachel sta per sposarsi (2008), con Anne Hathaway, ma si era adoperato soprattutto nel genere del documentario, con particolare frequenza nel campo del documentario a tema musicale.