Addio a Michael Cimino, il regista de "Il cacciatore"

Si è spento ieri a Los Angeles, a 77 anni d’età, uno dei più grandi registi della New Hollywood, Michael Cimino, autore di uno dei massimi capolavori del cinema americano, Il cacciatore. Nato a New York il 3 febbraio 1939 in una famiglia di origini italiane, dopo una serie di documentari e di spot pubblicitari Cimino aveva debuttato dietro la macchina da presa con un lungometraggio nel 1974, anno in cui aveva diretto Clint Eastwood e un giovane Jeff Bridges in Una calibro 20 per lo specialista, film drammatico di grande successo.

Nel 1978, Cimino aveva realizzato l’opera più importante della sua carriera, nonché uno dei massimi capolavori di sempre: Il cacciatore, crudo ed amaro ritratto delle esistenze di un gruppo di operai della Pennsylvania costretti a partire per il conflitto in Vietnam e traumatizzati dall’esperienza in guerra. Interpretato da attori quali Robert De Niro, Meryl Streep e Christopher Walken, Il cacciatore era stato un trionfo immediato e si era aggiudicato cinque premi Oscar, fra cui le statuette a Cimino per il miglior film e la miglior regia. Due anni più tardi, tuttavia, il regista era andato incontro al clamoroso fiasco de I cancelli del cielo (1980), ambizioso affresco western ambientato a fine Ottocento, con Krist Kristofferson, Christopher Walken e Isabelle Huppert.

L’insuccesso de I cancelli del cielo, rivalutato in seguito come un capolavoro, era costato a Michael Cimino la fiducia degli studios hollywoodiani; dopo un periodo di difficoltà professionali, il regista era tornato dietro la macchina da presa solo nel 1985 con il poliziesco L’anno del dragone, con Mickey Rourke. Dopo altre produzioni che avevano ricevuto una fredda accoglienza, Cimino si era ritirato da Hollywood fino al 1996, anno in cui aveva diretto il drammatico Verso il sole, che sarebbe rimasto però l’ultimo film di una carriera fra le più singolari e sorprendenti del cinema moderno.

 

Michael-Cimino

 

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